GIARDINI DI MARE

Le esperienze dell’autore  nel campo della botanica applicata al giardinaggio non si esauriscono con lo studio dei papaveri. Grazie anche alla collocazione del mio giardino-laboratorio sul lungomare di Senigallia, sto
dedicando da tempo particolare attenzione alla resistenza delle piante ai venti freddi di mare e alla salsedine.

Ideare, progettare e poi realizzare giardini, terrazze, aiuole, viali in prossimità della riva del mare è stata sempre una impresa ardua e difficile, come sanno bene giardinieri e fioristi.

 

PROBLEMI DELL' AMBIENTE

Diversi sono i problemi che si debbono affrontare, primo di tutti la salinità. La salsedine portata dal vento, lasciata nell’aria dagli spruzzi delle onde, presente nel terreno, è un nemico mortale per la maggior parte delle piante ornamentali
generalmente conosciute. A questo ostacolo principale se ne debbono aggiungere altri, non meno importanti.

Il terreno estremamente basico, sia nelle coste basse dove è sciolto e sabbioso, sia nelle coste calcaree. Questo fa escludere la possibilità di utilizzare tutte le piante acidofile o solo parzialmente tali.

I venti forti che periodicamente si abbattono sulle coste contribuiscono a danneggiare fortemente arbusti ed erbacee perenni che pur sopportano un certo
grado di salinità, ma vengono danneggiate dallo scuotimento violento da parte
del vento.

La forte insolazione estiva ed i prolungati periodi di siccità che
ne conseguono fanno escludere tutte quelle essenze che amano il terreno sempre un poco umido. Si può certo sopperire con l’innaffiamento, ma deve essere continuo e fatto con estrema attenzione, altrimenti si rischia di peggiorare ancora le cose.

Per chi abita nel centro nord Italia, come chi scrive, ci sono da mettere in conto le gelate invernali. Anche se sporadiche e per periodi di solito molto brevi, ma in cui la temperatura può abbassarsi di parecchi gradi sotto lo zero termico. Quindi sono da escludere, in queste zone, tutte quelle specie mediterranee che prosperano comunemente ed abbelliscono i litorali del Meridione e di gran parte delle coste del Mediterraneo. Infine, ultimo, per chi vive ed opera lungo la costa adriatica a nord del Promontorio del Conero, c’è un altro nemico micidiale per le proprie coltivazioni: la bora; violenta, sempre carica di salsedine, a volte freddissima.

 

Allora rinunciamo all’impresa di arricchire di verde questi litorali?

Non scoraggiamoci, le soluzioni ci sono, anche se in passato si è peccato di poca fantasia (e di conoscenze tecniche) affidandosi soprattutto alle Tamerici (Tamarix gallica, soprattutto)  per l’alto fusto ed al Pittosforo (Pittosporum
tobira) per arbusti e siepi.
Essenze certo rispettabilissime e che hanno risolto tanti problemi, ma in molti litorali si è sviluppata una vera e propria monocultura, alquanto monotona e deprimente. Le alternative ci sono, magari non facili da individuare ed ancor
meno da reperire. Soprattutto occorre una scelta oculata luogo per luogo, consona ai singoli ambienti e sperimentarne la riuscita.

Nelle foto una breve rassegna, solo indicativa, con alcuni esempi di specie concretamente sperimentate. Per entrare nel dettaglio rimando ad un’altra pubblicazione attualmente in preparazione.